Infiniti Q30, la nostra prova su strada

Una berlina compatta e di lusso, sia dentro che fuori, offerta a un prezzo in linea con materiali e dotazione tecnica.

 

Introduzione e design

“Domina la strada”. Con questo invito Infiniti introduce la nuova Q30, una compatta destinata al segmento premium. Nata come brand premium di Nissan – come Lexus per Toyota e DS per Citroen -, Infiniti non beneficia ancora della celebrità di altre case automobilistiche, soprattutto in Italia, ma promette una lineup esclusiva a prezzi molto competitivi. Non resta che fidarsi di infiniti e seguire l’invito!

Design

Con i suoi 4,43m di lunghezza, 1,81m di larghezza e 1,50m di altezza la Q30 sembrerebbe un crossover ma è a tutti gli effetti una compatta dalla forte personalità manifestata attraverso il design. Il frontale presenta un sinuoso disegno unico che predilige curve morbide senza rinunciare a qualche nota aggressiva, merito dei rigonfiamenti sulla carrozzeria, della generosa calandra e del disegno dei proiettori.

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La logica che ha restituito un frontale così caratteristico non viene abbandonata procedendo oltre l’avantreno, dove si incontrano le importanti nervature che, emergendo dalle fiancate, sembrano fluire nei gruppi ottici posteriori.

L’indole dinamica del design è accentuata dal profilo superiore che riprende la classica linea coupé che sembra precipitare nell’elaborato disegno del montante posteriore.

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L’innovazione tuttavia sembra decadere nel posteriore, frutto di un design che ricorda forse eccessivamente le origini del marchio.

A perfezionare l’estetica ricercata di Q30 sono presenti cerchi da 18 pollici che contribuiscono a restituire un look sportivo, grazie alla gommatura davvero generosa: 235mm su spalla da 50mm.

Interni

Chiudendo la sportello si viene piacevolmente circondati dall’atmosfera premium che scaturisce dalla scelta di materiali pregiati come pelle e alcantara, che ricoprono i sedili e la maggior parte della plancia includendo la palpebra strumenti e i poggiabraccia. Le cuciture a contrasto e l’illuminazione soffusa delineano la ricercatezza dei dettagli che del resto è una prerogativa della gamma Infiniti. Piacevoli al tatto, i rivestimenti si dimostrano morbidi nella zona centrale e abbastanza rigidi nella parte inferiore, senza restituire una sensazione di scarsa qualità.

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I sedili, che condividono il medesimo rivestimento in pelle ed alcantara, regalano il giusto comfort conservando un’ottima ergonomia ed una spiccata efficacia nel sostenere la zona vertebrale toracica, una nota di merito.

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Considerando le dimensioni esteriori lo spazio non manca, del resto Q30 è collocata nello stesso segmento delle rivali Audi A3 e Mercedes classe A. Conducente e passeggero viaggiano comodi, non si può dire lo stesso per gli occupanti dei sedili posteriori che dispongono di minore spazio, soprattutto per le ginocchia, nonostante siano presenti piacevoli accessori come le bocchette per l’aria separate, dei portaoggetti e una presa a 12v.

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Spostandoci al posto di guida, il comando dello sterzo rivestito in pelle è veramente bello e curato, ricco di tasti che facilitano l’utilizzo delle innumerevoli funzioni senza distrarsi eccessivamente. Il design del volante è improntato all’ergonomia, grazie agli spazi allargati ai lati per i pollici. I controlli della plancia sono facilmente raggiungibili dal conducente, solo il pannello del climatizzatore si trova forse eccessivamente in basso.

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Lo schermo dell’infotainment è integrato nella plancia e a prima vista stona un po’ perché, circondati da tutto questo lusso, ci si aspetterebbe una diagonale più ampia, invece questo sembra avere una decina di anni.

Ultima nota circa l’abitabilità riguarda il bagagliaio, dalla capienza nella media delle concorrenti: 368 litri sono un risultato di tutto rispetto.

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Motori e prestazioni

Le motorizzazioni disponibili per il mercato italiano sono 4, tutte turbocompresse: 1.6 da 122 o 156 CV e 2.0 da 211 CV per i benzina, 1.5 da 109 CV e 2.2 da 170 CV per i diesel.

I propulsori possono essere abbinati ad un cambio manuale a 6 rapporti oppure al cambio automatico a 7 rapporti, che è invece l’unica scelta per le motorizzazioni di punta 2.0 e 2.2 a cui è riservata anche la disponibilità della trazione integrale.

Infiniti ci ha fornito la configurazione più apprezzata nel nostro paese: il 1.5 diesel abbinato al cambio automatico.

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Una volta messa in moto la macchina si rimane sorpresi dalla prontezza del motore, il piccolo turbo diesel ha da dire la sua e nonostante la cubatura ridotta si è rivelato corposo e dinamico sia nei tratti urbani che extraurbani.

Adeguato all’utilizzo quotidiano, soffre però in autostrada, in particolare in fase di sorpasso. A velocità sostenuta le richieste del conducente vengono esaudite con più lentezza e indecisione, risultando in una manovra prolungata, quasi goffa.

Sono ottimi i consumi: senza fare troppa attenzione si percorrono in media circa 15 km/l in città e 22 km/l in extraurbano.

Dal motore passiamo al cambio, un ottimo doppia frizione a sette rapporti che favorisce uno stile di guida rilassato e sfrutta appieno il motore. Le modalità messe a disposizione sono Normal, ECO e Sport, quest’ultima, malgrado il nome che suggerirebbe un profilo di guida più aggressivo, si è dimostrata inefficace nella gestione del propulsore a ritmo forzato, spingendolo oltre i suoi limiti, dove coppia e potenza vengono a mancare. Molto spesso ci si trova in una situazione di “stallo” tra la doppia scalata, l’allungo inesistente, e l’innesto del rapporto successivo.

L’inefficienza della modalità sport è colmata dall’efficacia, quasi paradossale, in modalità “Normal” che si è dimostrata la migliore per logiche di cambiata in tutte le situazioni. La presenza dei paddle al volante per usare il cambio in modalità sequenziale conferisce la giusta sportività nelle situazioni più dinamiche.

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Arriviamo al sodo: come si comporta su strada questa Infiniti q30?

Durante la marcia l’assetto è rigido ma riesce ad assorbire alla perfezione buche, dossi e irregolarità del manto stradale.

La dinamica è interessante, tedesca e dopo capiremo come mai, lo sterzo è molto preciso e risponde bene anche se non è molto diretto.

Su strada si percepisce un marcato senso di sicurezza ed eseguire rapidi cambi di direzione non rappresenta mai una mossa avventata, grazie al telaio e alle sospensioni che lavorano bene con poco rollio e beccheggio.

L’assetto, stranamente, soffre durante la percorrenza progressiva di curve, dove gli spostamenti di carico avvengono meno repentinamente e tendono a distribuirsi più uniformemente sul telaio, con la vettura che cede ad un marcato sottosterzo. Solitamente questo comportamento è imputabile a sospensioni, peso o alla tendenza al “galleggiamento” sopra il limite di aderenza di un battistrada eccessivamente largo, ma riteniamo in questo caso, che la perdita di aderenza sia dovuta semplicemente agli pneumatici non molto performanti con cui la vettura ci è stata consegnata. In tutte le altre situazioni la trazione non viene mai meno e il differenziale anteriore lavora bene nei suoi limiti.

Anche il sistema frenante è adeguato e si comporta bene in situazioni critiche.

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Dotazioni tecnologiche e assistenza alla guida

Se da un lato gli aiuti alla guida sono numerosissimi e funzionano bene – come ad esempio la frenata automatica di emergenza, il rilevatore di carreggiata, la lettura della segnaletica stradale e gli automatismi per i tergicristalli e le luci – il sistema di infotainment di bordo è deludente, sia per dimensioni del display, come abbiamo detto prima, ma anche per funzionalità e logiche. Ma in ordine:

Nel dominare la strada Q30 vanta la presenza di numerosissime soluzioni studiate per la sicurezza e la facilità di guida, a partire dall’Intelligent Cruise Control che rende la marcia nel traffico un’operazione quasi automatica, il sistema di avviso di allontanamento dalla corsia di marcia (LDW) che allerta il conducente in caso di distrazione, l’avviso di anticollisione anteriore abbinato alla frenata automatica di emergenza e la lettura della segnaletica stradale, che viene visualizzata sul display del trip computer.

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La tecnologia di Q30 non si ferma solo alla marcia su strada ma interviene anche in fase di parcheggio, grazie ai 12 sensori e al sistema di visione a 360° Around View è possibile effettuare parcheggi di ogni tipologia lasciando alla vettura il compito di calcolare lo spazio necessario e la traiettoria più ottimale. Il sistema Around View è attivo anche durante la percorrenza su strada e notifica il conducente di veicoli in avvicinamento dal punto cieco e dalle zone scarsamente visibili.

Il sistema di infotainment, chiamato InTouch, presenta un touch screen da 7 pollici e supporta Aux, bluetooth e USB (mettendo a disposizione ben due porte ai passeggeri). Il sistema utilizzato si integra bene con i dispositivi mobili e permette la visualizzazione di applicazioni e notifiche senza distrarsi. È disponibile anche un pad di controllo più vicino alla posizione del conducente.

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Il sistema di riconoscimento vocale è integrato ma presenta alcune pecche, al punto che l’inserimento manuale dei comandi risulta più comodo e immediato.

L’impianto audio, anche nella configurazione base, è di buon livello ed è ottima l’insonorizzazione dell’abitacolo, grazie anche a un rivestimento fonoassorbente posto tra lo chassis e gli elementi interni.

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Verdetto e videorecensione

Per concludere, una settimana è bastata per farci apprezzare davvero tanto Infiniti Q30. Troviamo vincente il design, l’idea, la forma da compatta che strizza l’occhio al crossover e la costruzione di buon livello, con materiali di pregio all’interno e con un’anima Mercedes sotto la carrozzeria.

Eh sì, perché grazie a un accordo con Mercedes, Infiniti usa lo stesso telaio, la piattaforma MFA (la stessa utilizzata per Classe A, Classe B, CLA e GLA) , moltissimi dettagli interni e gli stessi motori, in questo caso a loro volta di derivazione Renault.

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Il tutto però offerto ad un prezzo più coerente. Si parte da 25.000 euro a cui dovrete aggiungere quasi necessariamente il cambio automatico e poco più di 3.000 euro di optional tecnologici, in questo modo avrete una vettura completa, fruibile e lussuosa.

Se il suo utilizzo è prevalentemente cittadino, i piccoli benzina e diesel sono la scelta migliore per costi di gestione e prestazioni, mentre, disponibilità permettendo, ci sentiamo di consigliare il 2.2 gasolio in quanto è il motore più adeguato per il tipo di auto, privo di incertezze in ogni condizione. La trazione integrale rimane prerogativa per sfruttare tutta la potenza del 2.0 benzina più che per un utilizzo off-road, certo, possibile ma non usuale con il tipo di vettura.

(via: tomshw.it )

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